venerdì 12 dicembre 2008

L'Umanità in cui non credo

Sono una matta. Si dice che chi veda tutte le altre persone come dei matti in realtà sia lui il matto. Ebbene io sono matta. Sì perchè per me le persone sono matte. Non hanno valori. Se li hanno non li seguono ma criticano chi, come loro, non ha moralità. Aggrediscono chi fa loro notare le merde che sono. Sono dei paraculi: lanciano il sasso poi quando vedono che ha causato dei problemi si nascondono. Se non riescono a nascondersi cercano un capro espiatorio. Se non trovano un buon capro allora negano anche l'evidenza. Se non gli riesce manco di negare l'evidenza allora si ingegnano per trovare buone giustificazioni al loro comportamento. Se nemmeno questo loro titanico(nemmeno poi tanto per quelli allenati che stanno diventando i più..)lavoro mentale sortisce gli effetti desiderati allora attaccano la loro stessa vittima finendo per portarsi essi stessi dalla parte del leso e addossando alla vittima invece responsabilità che non ha. Mi fa schifo questa umanità. Sono tutti dei deboli egoisti paraculi. Una volta si era troppo rigidi e si mandava la gente in analisi perchè non si era in grado di accettare le infinite sfumature degli esseri umani, sfumature che rendono così variegato e affascinante il loro mondo. Adesso però siamo nell'era del permessivismo e giustificazionalismo: io vivo per me stesso, ho il diritto di fare quello che voglio e nessuno può permettersi di dirmi niente perchè non devo spiegazioni a nessuno. E così per sembrare maturi e aperti si concede tutto a tutti perchè non si ha il coraggio di dire:"No, cazzo!E' sbagliato!" Si tenta di trovare una giustificazione al comportamento scorretto delle persone perchè non si vuole passare per quelli che non sanno capire e non si ha il coraggio dichiamare le cose col nome che meritano: scorrettezza, indifferenza, scarsa considerazione, egoismo, egocentrismo, paranoia, qualunquismo, immaturità, ottusità, rigidità, irresponsabilità, inettitudine, negligenza. La propria vera natura salta fuori con gli estranei di cui non importa l'opinione, allorquando ci si mostra per quello si che realmente e ci si trasforma in belve assetate di sangue e vendetta, quello stesso sangue e quella stessa vendetta che si brama da anni di ingiustizie subite nel silenzio perchè, temendo di sembrare dei bigotti incapaci di capire, invece di affrontare la causa delle proprie sofferenze, la si è abilmente metabolizzata trovandole una sua ragion d'essere. Ma questa sofferenza non è che un seme che annidatosi profondamente nell'anima ha finito per marcirne le superfici circostanti rendendo incapaci di quell'obiettività necessaria per dare il giusto peso alle ferite inferte nel presente e quindi la giusta e commisurata dose di reazione. Si è tutti ipereattivi, si passa direttamente all'artiglieria pesante senza nemmeno aspettare di indagare meglio sulla situazione perchè non si vuole fare la figura dei deboli. Il proprio io è stato violentato così tante volte da umani incuranti e si è così incazzati con se stessi per averglielo lasciato fare che ora si preferisce seminare vento e raccogliere tempesta piuttosto che aspettare solo qualche secondo in più, riflettere e soppesare gli eventi. Non importa più perdere un potenziale amico o una persona che comunque potrebbe essere importante per la propria vita. Tutti sono diventati delle comparse nella vita di tutti. Nessuno più è importante.
Il motto nella vita di ognuno dovrebbe essere:"Vai alla ricerca della tua felicità e soddisfazione ma senza recare danno a chi ti circonda" ma attualmente questo motto pare essersi decurtato della seconda metà e arricchitosi col motto machiavellico "Il fine giustifica i mezzi" diventando così: "Vai alla ricerca della tua felicità e soddisfazione con ogni mezzo a tua disposizione"
No. Non è questa l'umanità in cui credo. Sono matta.

domenica 6 gennaio 2008

Tagliare i ponti

Tante volte capita che il comportamento di una persona ti ferisca a tal punto da volerla escludere totalmente dalla tua vita.Purtroppo però, come si suol dire, in un sacco una noce da sola non fa rumore!Di fatti se succede qualcosa, se si litiga per una qualche divergenza di opinione e magari uno dei due, o entrambi, hanno avuto una reazione esagerata che ha comportato la rottura del rapporto, spesso ciò è stato per divergenza anche di carattere!Io per esempio sono il tipo che appena si sente ferito chiude momentaneamente la discussione per sbollire lo stato d'animo negativo e ritrovare successivamente la lucidità per discutere del problema in modo civile e maturo.Difatti, una volta sbollita la rabbia, la delusione o comunque tutto ciò che mi fa sentire con le palle girate, cerco di nuovo la persona e tento di risolvere il problema.Questo perchè mi conosco e so che se affronto il problema ancora quando non sono nello stato d'animo giusto rischio di parlare con la voce della frustrazione e risulto tremendamente indisponente, polemica, arrogante, permalosa, orgogliosa e in ogni caso decisamente sgradevole.Quindi aspetto il momento giusto per poter parlare con la persona in modo da concludere qualcosa e non distruggere tutto in pochi secondi.La maggior parte però tagliano direttamente i ponti senza lasciare spazio a nulla.Questo mi dà da pensare.Perchè togliere all'altro ogni possibilità di spiegarsi?Perchè fare in modo di non lasciare nessun contatto?Io credo che sia principalmente per paura o per la consapevolezza di avere anche noi le nostre responsabilità e quindi la mancanza di volontà nell'assumercele.Questo è brutto per entrambe le parti.La parte che ha tagliato i ponti perchè non avrà mai modo di sapere perchè l'altra parte si è comportata così e la parte tagliata fuori perchè incapace di spiegarsi e quindi di riallacciare un rapporto con una persona a cui teneva.E' veramente angosciante non potersi spiegare, specie se si è autocritici e si capisce dove stanno i propri errori.Tutti sbagliano.Siamo esseri umani:nessuno è perfetto e tutti commettiamo errori..continuamente!Per me non lasciare all'altro la possibilità di spiegarsi è proprio di chi non sa amare o lascia che la paura governi sulla propria esistenza.Tutti abbiamo paura di essere turlupinati, viviamo costantemente nella paranoia, volenti o nolenti, e al minimo cenno di scorrettezza, reale o presunta, tendiamo a dimostrare di non essere degli ingenui dando il benservito a chiunque abbia osato ferirci e senza tanti complimenti.Ma io trovo che sia profondamente sbagliato, oltre che ingiusto.Da bambina ho sentito più volte dire che l'orgoglio divide il genere umano e tagliare i ponti non è una chiara manifestazione di orgoglio?Io sono orgogliosa, e tanto anche per la verità, ma ho sempre saputo chiedere perdono per i miei errori e soprattutto ho sempre voluto un chiarimento anche quando la parte lesa ritenevo essere io stessa.Allora perchè il genere umano non ritiene doveroso comportarsi allo stesso modo?Siamo davvero un popolo di gente così fragile e timorosa?Cosa ci costa sbollire la delusione per ciò che qualcuno ci ha fatto passare per poi cercare un confronto in cui vedere quali siano state le sue ragioni e vedere se anche noi abbiamo peccato in qualcosa, come quasi sempre è, e trovare insieme una soluzione?Abbiamo veramente così paura di essere traditi da voler escludere dalla nostra vita una persona per un suo errore senza lasciare che questa ci racconti i retroscena del suo atteggiamento?Trovo che spesso ci troviamo ad essere TROPPO paranoici e vedere il marcio laddove non ci sia finendo per privarci noi per primi dell'opportunità di intessere rapporti con gente che ci merita, lo sa, ce lo ha dimostrato, ma che in un momento di debolezza, frustrazione, malumore o altro, ha finito per riservarci un trattamento che sentiamo non esserci meritati.Ma, come ripeto, siamo tutti esseri umani:nessuno di noi è esente da errori!In più ognuno di noi ha il suo carattere, spesso per nulla facile da capire o da accettare, ma ritengo che tutti abbiamo il diritto, e anche il dovere il più delle volte, di spiegare le nostre azioni ma se non ci si concede il modo di farlo..come risolvere?Non è giusto tagliare i ponti!Anche se in quel momento ci sembra la miglior soluzione perchè siamo troppo feriti in realtà però non lo è affatto!Potremmo infatti scoprire che abbiamo malinterpretato il comportamento dell'altro e quindi di aver fatto di una briciola una montagna oppure scoprire che sì l'altro ha mancato nei nostri confronti ma che magari ha avuto i suoi buoni motivi per farlo.Ma soprattutto non dovremmo mai impedire a chi ci ha feriti di farsi perdonare!E in ogni caso abbiamo sempre e comunque le nostre colpe anche noi!Quindi tagliare i ponti, oltre che un atto di orgoglio, è anche un atto di profonda superbia in quanto diamo automaticamente per scontato di essere noi totalmente dalla parte della ragione quando quasi mai è così!Lasciamo che le persone si spieghino e poi, se proprio lo riteniamo opportuno, eliminiamole dalla nostra vita.Ma non prima di aver discusso con loro i vari aspetti dell'accaduto!

mercoledì 2 gennaio 2008

Anno nuovo vita nuova

Quest'anno non posso certo dire che sia stato leggero..anzi!Mi è successo davvero di tutto!E' iniziato con una crisi esistenziale filo depressiva che mi ha portato ad abbandonare l'università e tutto ciò che me ne portasse alla mente il ricordo.E' continuato con la perdita di un'amicizia a cui tenevo tantissimo ma che rivelandosi un punto di stress di cui non avevo certo bisogno in quel preciso momento sono stata costretta ad eliminare.La confusione ha quindi regnato sulla mia vita essendo giunto il momento di capire che cosa ne volessi fare.Così mi sono rivolta ad uno psicologo che però non mi ha aiutato quanto avrei sperato e siccome vedevo diminuire le mie già esigue finanze, ho dovuto fare a meno del suo appoggio.Nel frattempo il mio fidanzato comincia a ritenersi ossessionato dal dubbio di essere omosessuale del tutto o in parte e stringe amicizie con persone palesemente dell'altra sponda.Ritenendo di aver ormai capito che cosa volessi fare della mia esistenza decido di ricominciare con medicina ma volendo sfondare alla grande decido di provarci nella città che offrisse la miglior preparazione a livello nazionale:Udine.Il che significava 80 posti su una media di 600 partecipanti al concorso di ammissione.Avendo cominciato a lavorare, tralaltro in un impiego tutt'altro che semplice, non ho trovato il modo di studiare per il test che comunque non costituiva per me uno spauracchio dato che avevo a mio modo superato gli esami su cui verteva.Non ero preoccupata.Sapevo che non sarei arrivata tra le prime e non mi interessava:io volevo solo passare.Avevo proprio una spinta che non sentivo da anni perchè avevo capito che se avevo lasciato la facoltà non era per un odio verso ciò che stavo facendo ma per motivi ben più profondi e complessi che avevano a che vedere con il mio modo di pormi nei confronti della vita in generale e che poi si riperquotevano logicamente anche sullo studio nonchè su ogni cosa che facevo.Le cose andavano avanti, io lavoravo duramente alzandomi ogni mattina alle quattro e tornando ogni pomeriggio alle sedici tranne il lunedì e il mercoledì in cui avevo solo i pomeriggi.Ero spesso troppo stanca per fare altre cose ma per il bene della mia relazione col mio fidanzato di cui ero innamoratissima cercavo lo stesso di uscire e di non trascurarlo.Una volta addirittura non sono andata a dormire per assistere ad un suo spettacolo in piazza Castello a Ferrara.Cosa che non dovrei assolutamente fare mai dato che sono epilettica..A fine luglio il fidanzato decide che preferisce stare coi suoi genitori che nè far compagnia alla sua fidanzata e parte. Dopo quasi quattro anni di relazione, e poco meno di convivenza, decido che è ora per me di capire quanto questo ragazzo ci tenga a noi e gli dico di farsi le sue esperienze. Soffro come un cane finchè sentendosi con le spalle al muro non mi confessa che qualche mese prima lui aveva già fatto le sue esperienze in realtà e con uno conosciuto su internet senza precauzioni. Mi è crollato il mondo addosso.Mi sono sentita tradita, presa per il culo e soprattutto insignificante.Tutto quello che avevamo costruito insieme fino a quel momento aveva ad un tratto perso tutto il suo valore per il semplice fatto che lui per primo non aveva ritenuto che fosse talmente importante da evitare uno sbaglio così grossolano.Decido lo stesso di perdonarlo in nome dell'amore che provavo ancora e di tutto il nostro passato insieme cui non volevo dire addio.Poco dopo è la volta dell'esame di ammissione che però fallisco miseramente, la qual cosa mi pone difronte nuovamente al problema di cosa farne della mia vita.Navigando in quà e in là scopro che a Ferrara la facoltà di Biotecnologie è a numero aperto ed essendo una delle possibilità che a suo tempo avevo seriamente preso in considerazione decido di iscrivermi.Ci trasferiamo entrambi in città in una doppia vicino alla stazione ma l'idillio dura poco.Instauro infatti un rapporto epistolare tramite sms, con un ragazzo che aveva il mio numero in seguito alle mie ricerche di una sistemazione nella città di Udine.Questo singolare rapporto mi conduce a riflettere sul fatto che io non volessi più stare col mio fidanzato nonostante le apparenze.Così mi decido a lasciarlo.Nel frattempo perdo la testa per il tizio di Udine per cui trascuro l'università perchè gravemente malato sotto diversi aspetti e dato che mi sembrava più logico stare accanto a lui in un momento così difficile che non seguire delle stupide lezioni in università, così ho fatto.Peccato che due mesi dopo il tipo mi dimostri cosa provi per me lasciandomi svenuta e con la faccia a pezzi sul marciapiede difronte a casa sua di notte al freddo. Coccolata dall'ex fidanzato ritrovo in lui quel compagno di cui mi ero innamorata ma quando gli confido che sarei disponibile a concedergli un'altra possibilità lui mi dice che è meglio di no perchè era troppo confuso per prendere decisioni importanti senza rischiare di fare altri danni. Passato metà del periodo di convalescenza imposto dal pronto soccorso contatto i professori di cui ho mancato un laboratorio ciascuno.Uno mi risponde con cortesia e disponibilità mentre l'altra mi nega ogni beneficio del dubbio assicurandomi quella che io mi aspetto essere o una bocciatura o un voto ridicolo.Come se me la fossi voluta.Certi professori andrebbero meglio messi a zappare che a insegnare visto che danno troppo per scontato che i loro alunni siano solamente una massa di smidollati che non fa altro che cercare scuse per la loro inettitudine.Adesso mi ritrovo a non aver ancora dato esami, a non avere il materiale di studio delle materie le cui lezioni si sono svolte negli ultimi mesi e a dover ingoiare un sicuro brutto voto perchè invece di frequentare il relativo ambulatorio ero a casa con il naso rotto.
Sì, quest'anno non è stato decisamente leggero.Ho perso diversi punti fermi della mia vita, mi sono ritrovata in più di una situazione intricata e spesso sgradevole..ma ho imparato ad ascoltare la voce del mio cuore e sono tuttosommato contenta.Vedo nell'anno che è appena trascorso la lama del boia che ha reciso dall'albero della mia vita tutti quei rami secchi che ne impedivano lo sviluppo rigoglioso e vedo nell'anno che viene il momento giusto per ricostruire la mia vita continuando sulla strada che ho già intrapreso.Ho vissuto momenti straordinari, conosciuto persone favolose che rimarranno tali almeno finchè non si riveleranno diversamente e come ho avuto le mie pacche nei denti, simboliche o reali, così ho avuto anche le mie perle e i miei fiori profumati.Penso di aver intrapreso un importante cammino nel 2007 che continuerò a percorrere nel 2008.Vediamo dove mi condurrà!

giovedì 13 dicembre 2007

Giudizi e Pregiudizi

So cosa significa essere diversi.Ho calcato per 26 anni la dura terra di questo mondo e non sono MAI stata accettata per ciò che sono.Per questo evito di fare altrettanto con chi incontro.Sono dell'opinione, infatti, che non siamo passibili di obbligatorio rifiuto solo perchè non ci presentiamo vestiti bene o senza tatuaggi o senza piercings o non ascoltiamo la musica che tutti ascoltano o perchè abbiamo dei vizi che l'ipocrisia comune normalmente condanna.Sono inoltre dell'idea che le apparenze non ci guidano verso compagnie sane come non ci salvano da quelle insane.In più, da darkettona metallara aspirante biker e con in progetto più di un tatuaggio, è per me naturale conseguenza andare alla ricerca di compagnie simili a me anche se è di morale comune allontanare questo genere di persone.In ogni caso credo che ognuno di noi debba andare alla ricerca di coloro in compagnia dei quali possa agire e parlare in tutta libertà senza sentirsi criticato, giudicato e condannato semplicemente per un suo modo di essere.Sono le nostre azioni a fare di noi delle brave persone o dei bastardi da evitare, non il nostro stile di vita.In più anche se non uscendo di casa saremo sicuri di non incorrere mai in brutte esperienze, saremo altresì certi di non vivere mai nemmeno quelle belle.Io non amo la vita.Trovo che non abbia alcun senso.Ma non riesco a porvi un termine con le mie mani.Forse per curiosità, forse per paura o forse per il più semplice istinto di autoconservazione insito in ognuno di noi.E visto che devo vivere perchè non riesco a morire voglio VIVERE e non SOPRAVVIVERE e purtroppo questo significa andare avanti per tentativi alla ricerca di quella felicità e soddisfazione che tutti ci meritiamo dal momento che siamo stati condotti qui non sotto nostra richiesta.Il che vuol dire che ci possono succedere brutte cose ma allo stesso tempo anche le cose più belle che daranno un senso a tutti i nostri sforzi, ai nostri sacrifici e a tutto il dolore che abbiamo patito per giungere a questo bel traguardo!Purtroppo per quanto possiamo essere prudenti ci sono cose che non potremo mai prevedere perchè le persone sono variabili incontrollabili e possono perdere il lume della ragione per mille motivi e in modo spesso repentino e inaspettato.Le persone come me sono spesso incasellate come vagabondi debosciati e criminali ma io non sono così e se esisto io so che esisteranno anche altri come me.Il metal o i tatuaggi o i piercing o le moto non fanno di una persona necessariamente un criminale come un vestito giacca cravatta, scarpe lucide, un linguaggio forbito ed educato, una bella macchina e l'ascolto di musica classica non fanno un santo..anzi!Ho spesso notato che i bastardi peggiori si nascondono proprio dietro alle vesti di bravi ragazzi.Bisogna sempre e comunque conoscere bene una persona prima di farsi un'idea che ci porti a frequentarla o a evitarla.Sono poi fermamente convinta che siano da preferire coloro che non frenano la loro natura (in nome di standard decisi da altri millenni orsono, semplicemente adattati ora ai tempi correnti) avendo così il coraggio di mostrarsi per quello che sono piuttosto che coloro che reprimono se stessi, concludendo solo di essere dei repressi che colgono il minimo pretesto per scaricare le loro frustrazioni spesso su degli innocenti.Siamo poi tutti esseri umani e quindi esseri non infallibili ma, anzi, destinati a sbagliare più o meno coscientemente.L'importante è avere la maturità e il coraggio di capire dove abbiamo sbagliato, ammettere i nostri errori, la loro gravità, il loro prezzo che dovremo accettare di pagare e andare avanti rendendo conto a tutti coloro che hanno fatto le spese del nostro discutibile comportamento.Nessuno di noi è perfetto e perciò nessuno di noi deve mai sentirsi in diritto di condannare soprattutto a priori o sulla base di superficiali apparenze.Io non l'ho fatto mai e non mi sento un'ingenua per questo anche se il destino ha messo sulla mia strada gente che mi ha fatto del male.Continuerò sempre così anche perchè come ho incontrato gente discutibile che mi ha danneggiato ho incontrato anche gente apparentemente per bene che ha fatto altrettanto e allo stesso tempo gente sempre discutibile che però si è rivelata gentile e di buone intenzioni con cui poi ho stretto legami che durano ancora oggi.
L'unica soluzione?Tentare, tentare e ancora tentare.E se si viene feriti, abbandonarne l'autore, leccarsi il sangue e guardare avanti sempre con lo stesso animo intraprendente, positivo e privo di pregiudizi.

lunedì 10 settembre 2007

Momenti morti

Tirare avanti tanto per campare per me non ha mai avuto un gran senso..anzi!Ho sempre ritenuto fosse meglio non vivere affatto piuttosto. Tuttavia ci sono spesso dei periodi in cui la vita sembra non avere attrattive, stimoli e quindi scopo. Ci sentiamo come se fossimo immersi nell'incubo del vuoto più assoluto: senza presente e quindi senza futuro ci sembra di tirare avanti perchè continuiamo a respirare e a rispondere a quell'istinto di conservazione che ci comanda di nutrirci. Per dare un vero significato alla nostra esistenza è necessario avere dei sogni e soprattutto sacrificarci per realizzarli. Anche se moriremo prima, infatti, il solo aver lottato con tutte le nostre forze per viverci dentro ci avrà dato tutto il senso di cui abbiamo bisogno. Ecco perchè quando ci sembra di esistere in un momento di stasi in cui nulla sembra avere il sapore della vita, in cui ci giriamo intorno smarriti all'interno di un punto di raccolta del castello del nostro destino e siamo capaci di vedere solo porte chiuse a chiave, vicoli ciechi e strade sbarrate secondo me vale lo stesso la pena di continuare a esistere. Probabilmente questo è solo un momento in cui siamo chiamati a sopravvivere e basta perchè l'unica cosa che la ruota della vita ci chiede è di aspettare un'altra occasione che sta per arrivare, di non arrenderci solo perchè ci è stata chiusa in faccia una porta anche se fondamentale perchè sta sopraggiungendo qualcosa che ce ne aprirà un'altra. Solo perchè abbiamo l'impressione di essere arrivati al capolinea non significa che le cose stiano davvero così. Quindi impariamo a goderci questo momenti apparantemente morti e senza cadere nella depressione impariamo a sfruttarli per fare tutto ciò che in altri momenti più ricchi e impegnativi non possiamo fare e cerchiamo lo stesso di realizzare dei sogni..anche se di serie B..

martedì 13 marzo 2007

Cerbottana o Bazooka?

Tante volte subiamo dei torti o almeno interpretiamo il comportamento altrui come una mancanza di rispetto nei nostri confronti.La cosa ci crea dolore e quindi rabbia e rancore.La conseguenza più ovvia è così la vendetta che può essere soddisfatta in vari modi la cui intensità sarà proporzionale a quella della nostra percezione riguardo al danno subito.Troppo spesso però ci dimentichiamo che le altre persone sono come noi esseri umani e in quanto tali quasi mai calcolano le loro azioni al fine ultimo di infliggere dolore agli altri!Come non lo facciamo noi(amenochè non ci sentiamo nel pieno diritto di farlo)così è ragionevole ritenere che non lo facciano nemmeno gli altri.Allora perchè montiamo subito in collera e chiamiamo il 118 per un graffio?Perchè siamo così fragili da non mediare mai le situazioni in modo civile e costruttivo?Perchè ci ostiniamo a fare terra bruciata laddove posiamo il nostro piede?Perchè non appena qualcuno ci causa anche il benchè minimo dolore ci sentiamo subito prevalicati, offesi, indifesi e oltraggiati?Dovremmo invece fermarci a pensare.Com'è successo che quella persona si sia sentita in dovere di farmi una cosa simile?Dove ho sbagliato?Ho fatto qualcosa che non andava?Le ho mancato di rispetto io per primo?E poi: sono davvero così sicuro che quell'azione sia da interpretare come l'ho interpretata io?E se non l'avesse fatto apposta a comportarsi così?E se nel suo codice quella non era affatto un'azione offensiva?Troppo spesso siamo così preoccupati di salvaguardare ciò che abbiamo e noi stessi perchè tutto il castello che ci costruiamo è in realtà così fragile che basta una piccoa folata di vento a farlo crollare miseramente che quando scorgiamo all'orizzonte l'ombra vaga di una minaccia sfoderiamo subito le nostre armi più distruttive al fine di polverizzare tutto ciò che potrebbe far decadere quello che con tanta fatica abbiamo eretto per dimenarci in questa vita che non ci rende nulla di facile.E' così che scoraggiamo le cose più belle dal venire a farci visita nel nostro castello e ci obblighiamo a far ameno del prezioso contributo che queste cose potrebbero offrirci.Siamo troppo deboli, fragili e impauriti per capire che non tutto è come sembra e anzi che nella maggior parte dei casi è molto meglio!Non abbiamo la forza di difenderci dalle minacce usando armi dapprima deboli e via via sempre più potenti perchè è infinitamente più semplice e veloce usare direttamente un bazooka che partire con una cerbottana.Non capiamo però che così facendo rischiamo solo di desertificare la terra a noi circostante perchè radiamo al suolo le truppe nemiche, sì, ma anche i convogli di tutti coloro che non vorebbero altro che impreziosirci la vita con la loro inestimabile amicizia.Basterebbe tante volte cercare il dialogo con la persona e chiarire subito le incomprensioni ma dobbiamo dimenticare orgoglio e diffidenza perchè altrimenti non servirebbe a nulla.Come vorremmo che a noi venissero date seconde possibilità così dobbiamo essere noi disposti a concederne!Non possiamo pretendere di costruire rapporti veri se non diamo il minimo margine di errore agli altri e la possibilità di rimediare!Poi è logico che ogni persona rappresenta un'incognita da imparare a conoscere e quindi con cui imparare a interagire(il che significa imparare a comprendere i significati che le cose assumono secondo i suoi codici personali e quindi trovare il compromesso tra il nostro modo di essere e il suo così da rendere l'interazione il più possibile priva di "seghe mentali"che come ben sappiamo non servono a niente e a nessuno..se non a fare danni!).Dato però che la fase di conoscenza comporta pazienza,maturità e soprattutto l'abbandono quasi totale di tutte le nostre paure che l'esperienza ci ha obbligato a tenere come parte integrante del nostro sistema di decodifica della vita, come sempre, anche in questo caso preferiamo correre ai ripari non appena questa fase rappresenta per noi una minaccia..come sempre preferendo un bel bazooka a qualcosa di più adatto alla situazione.Quindi sarebbe meglio che imparassimo a non saltare subito alle conclusioni specie se apparentemente negative armandoci invece di santa pazienza e facendo ricorso alla nostra maturità e a tutto l'amore che abbiamo troppo facilmente dimenticato di avere e di essere in grado di dare per venire incontro a chi viene a fare visita alla nostra coorte.Potremmo avere delle gradite e quantomai inaspettate sorprese!

giovedì 22 febbraio 2007

Grigio

La vita è una questione di equilibri.Tante volte quando un problema ci si pone innanzi con tutta la forza e la prepotenza dell'ansia e del dolore la prima cosa che ci viene in mente per reagire è quella di comportarci all'esatto opposto perchè quello che abbiamo fatto ci ha "meritato" la gatta che ora ci tocca pelare.E' importantissimo imparare dai propri errori in modo da evitare quanto più possibile di adottare gli stessi comportamenti che ci hanno compromesso.Imparare però non significa automaticamente fare il contrario!Anzi!Significa fare la cosa più difficile al mondo:trovare la via di mezzo.Di solito c'è un periodo più o meno lungo(per tanti addirittura infinito) in cui ci barcameniamo tra l'estremo est e l'estremo ovest senza trovare il centro.Il punto però è che non possiamo illuderci di scaldare delle mani gelide col fuoco rovente..basta un asciugamano tiepido!E' naturale che ci venga da fare la stessa cosa che ci ha procurato guai, perchè probabilmente rientra nella nostra natura, come è logico reagire facendo l'opposto (ed è giusto così perchè siamo solo esseri umani e nessuno ha avuto il buonsenso di farci nascere con le istruzioni d'uso inserite in un file da qualche parte nel nostro cordone ombelicale così dobbiamo procedere per tentativi per capire dove stia la beata via di mezzo).E' facile però ripetere gli sbagli o pensare di evitarli buttandoci sull'altro lato della barricata perchè gli estremi in quanto tali sono molto più semplici da seguire, c'è molto meno su cui riflettere, meno tentativi da fare.Ci sentiamo più sicuri nella esasperazione di un atteggiamento e in certo qual senso ci sentiamo più forti.Presi dal nostro illusorio delirio di onnipotenza non ci va di perdere il nostro prezioso e sopravvalutato tempo per capire dove smussare gli angoli e far sì che la nostra comprensione ci aiuti davvero a fare la cosa migliore.Il nostro dolore, la nostra ansia e spesso la nostra disperazione legata alla paura di ricadere nella stessa rete non ci fanno essere freddi e obiettivi abbastanza da non esagerare nei nostri modi operandi senza lasciarci quindi la maturità necessaria per capire.Ci sentiamo aggrediti e per tutta risposta aggrediamo pretendendo che se siamo noi a far fare fuoco alla pistola non si ottenga lo stesso nefasto risultato oppure rivestendoci del cinismo che ci farà considerare sopportabile la zavorra perchè ne siamo stati noi gli artefici.Se non ci sentiamo abbastanza machi da aggredire allora ci sottomettiamo.Ci illudiamo che "accettare" significhi dare per scontate alcune cose che non potremo mai cambiare e così non facciamo nulla per renderle più alla nostra portata e iniziamo a sopportarle perchè non ci concediamo neanche il lusso di pensare a come renderle più vivibili dato che è infinitamente più semplice autoconvincerci che così sono e così rimarranno senza che il nostro misero intervento possa alcunchè.Ci guardiamo attorno impauriti e inferoci al contempo sentendoci perseguitati dalla vita e dai nostri simili solo perchè non riusciamo a realizzare che se il nero ci ha portati alla rovina quasi sicuramente non sarà il bianco a condurci alla salvezza, ma il grigio.